mercoledì, 07 gennaio 2009, ore 10:36
IlGrigioPellegrino

Il correttore automatico di Word corregge "regulariter" in "regular iter".

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martedì, 16 settembre 2008, ore 15:40
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lunedì, 15 settembre 2008, ore 17:28
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CAPITOLO PRIMO DAL TITOLO: QUANDO UN UOMO VA ALL'IKEA
Quando un uomo, che per giunta vive da solo, va all’Ikea, è perché ha immediato bisogno di qualcosa.
Quando un uomo va all’Ikea sa perfettamente cosa prendere. Ha sfogliato il catalogo online, ha preso scrupolosamente le misure, ha controllato sul sito la disponibilità dell'oggetto ricercato nel punto vendita più vicino, ha annotato settore e scaffale in cui il mobile si trova. Tutto ciò per ottenere uno scopo essenziale: ottimizzare i tempi.
L’uomo, che per comodità chiameremo uomo-Ikea, a questo punto lascia la sua dimora approfittando di una momentanea interruzione dell'incessante scrosciare della pioggia, raggiunge la sua auto e si avvia alla volta della tangenziale est. Sono le 16.10.
Il primo incidente di percorso sulla strada dell’uomo-Ikea è un incidente vero e proprio. C’è una Lancia Y spiattellata sul guardrail che rallenta notevolmente l’andatura degli andanti, fra lampeggianti che lampeggiano, ambulanze che ambulanzano, vigili che vigileggiano. Dopo circa mezz’ora, l’uomo-Ikea riesce comunque a raggiungere l’agognato ingresso in tangenziale, e si avvia quindi spedito in direzione nord.
Il secondo incidente di percorso si chiama coda all’uscita di Carugate. L’uomo-Ikea perde così un’altra ventina di minuti per lasciare la tangenziale e raggiungere il parcheggio dell’Ikea, altrimenti noto come Pärkeggyïo. Il Pärkeggyïo, ovviamente, è pieno. L’uomo-Ikea impreca e comincia a girare in tondo finché trova un buco e lesto ci si infila.
Il terzo incidente di percorso si chiama casino. Già, perché l’uomo-Ikea stupidamente crede che più o meno tutti facciano come lui. Invece no. La realtà è che più o meno tutti girano senza meta con borse gialle, carrelli, matite e altri ammennicoli, fra cui una serie di persone corte, note anche come bambini, piuttosto irrequiete e vocianti. La velocità di crociera è ridotta ai minimi termini. L’uomo-Ikea però con un colpo di reni riesce rapidamente a divincolarsi e sgusciando fra la folla si avvia verso il reparto in cui si trova il suo obiettivo.
Il quarto incidente di percorso si chiama carrello. Non ce n’è manco uno. C'è solo un buco dal quale i carrelli dovrebbero sbucare, con una lunga coda di gente in attesa. L'uomo-Ikea a questo punto tira fuori l'Übermensch che c'è in lui, se ne fotte del carrello e decide che portare in mano fino alla cassa un pacco di 30 kg, dopo mesi di palestra, in fondo non sarà poi così impossibile. L'uomo-Ikea in effetti non riscontra particolari problemi nel portare a termine il suo compito, e confida di trovare un carrello abbandonato nel parcheggio subito oltre l'uscita, cosa che puntualmente si verifica. A questo punto l'uomo-Ikea può comodamente raggiungere la sua auto, caricare il pacco nel baule, abbandonare a sua volta il carrello nel parcheggio perché chissa, magari potrà servire a qualcun altro, sfumacchiarsi una sigaretta e mettere in moto.
Il quinto incidente di percorso si chiama coda per rientrare in tangenziale. L'uomo-Ikea però l'aveva messo in conto, quindi si mette il cuore in pace e legge il Corriere mentre cerca di imboccare la rotonda. L'uomo-Ikea riesce infine a guadagnare la tangenziale e a rientrare in città.
Il sesto incidente di percorso si potrebbe chiamare parcheggio. Ma non c'è nessun incidente di percorso, perché l'uomo-Ikea raggiunge Porta Venezia, gira a destra, poi nuovamente a destra, percorre la sua via pregando e, quando si trova a dieci metri dall'ingresso di casa sua, vede un'auto parcheggiata che lascia il suo prezioso posto a bordo strada. L'uomo-Ikea, trionfante, parcheggia, apre il baule, estrae il pacco dal medesimo, entra in cortile, chiama l'ascensore, sbarca al quarto piano, percorre il ballatoio, apre la porta, entra in casa, poggia il pacco e richiude la porta. Sono le 19.42.
Poi, certo, il mobile bisognerà montarlo. Ma questa è un'altra storia.

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sabato, 13 settembre 2008, ore 22:52
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Sta per arrivare una nuova, entusiasmante, attesissima rubrica. Si chiamerà Incidenti di percorso e avrà cadenza settim... ehm, bisett... cioè, men... beh, insomma, non avrà una cadenza fissa. Ecco.

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martedì, 09 settembre 2008, ore 18:02
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E' che c'ho un sacco di cose da fare. E soprattutto non c'ho voglia di fare un cazzo.

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lunedì, 14 luglio 2008, ore 21:38
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Sarà che la tappa l'ho seguita distrattamente perché avevo altro da fare, ma mi è parso che oggi Bulbarelli non abbia mai chiamato Piepoli "il trullo volante".

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lunedì, 30 giugno 2008, ore 10:25
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Si ritorna in montagna a studiare.

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sabato, 28 giugno 2008, ore 22:12
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Anche se non fosse slang e fosse tutto vero, insomma: 4mila euro? No, grazie. Per i voli transoceanici continuo a viaggiare in economy via Londra con la mia amata British.
Quanto al resto, con 20 euro e diciamo 2 di benzina si può sempre andare a recuperare una strappona in Fulvio Testi.

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giovedì, 26 giugno 2008, ore 16:51
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You are Luke Skywalker.
You are adventurous and love to be where the action is. Your curiosity runs wild and you have to seek out the answers to all your questions or else you will not be at peace. People see you as a great leader, although you are uncomfortable with this because you don't see yourself the same way. You just believe in being honest and focusing on the good in the world. You are sweet and lovable and have many friends that would be lost without you.

(Dopo aver trascorso qualche giorno in montagna a studiare, ed essendo in procinto di ritornarci, è bello ricominciare a cazzeggiare allegramente in rete).

Find Your Character @ BrainFall.com

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martedì, 20 maggio 2008, ore 12:01
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I ricordi sono vaghi, ma ho come l'impressione che domenica sera, in alta montagna, sul finire di una sostanziosa grigliata, ci si sia trovati a brindare all'Inter campione.

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lunedì, 12 maggio 2008, ore 17:27
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Il vero problema è che la quasi certezza di non giocare la Champions il prossimo anno rischia di rovinarmi il godimento di un'intera settimana di psicodramma nerazzurro.

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lunedì, 05 maggio 2008, ore 22:18
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Oggi è il lunedì dopo il derby. Ed è il sesto anniversario del 5 maggio.

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martedì, 22 aprile 2008, ore 19:34
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Che amarezza.

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giovedì, 17 aprile 2008, ore 11:31
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Stanotte ho sognato che in pausa pranzo andavo dal kebabbaro vicino all'università e che dietro il bancone trovavo Borghezio con un grembiule verde e il cappello da cuoco che mi diceva in dialetto che il kebab per legge era sostituito da polenta e strinù.

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venerdì, 11 aprile 2008, ore 10:15
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Fortunatamente tra domenica e lunedì si vota. Così io esaurirò i miei compiti di coordinamento della campagna elettorale in alta Valle Camonica, forse mi pagheranno e, forse, troverò un po' di tempo per ricominciare a scrivere.

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giovedì, 03 aprile 2008, ore 09:46
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Emmevi (da Corriere.it. Qui i particolari)

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lunedì, 17 marzo 2008, ore 20:37
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A volte capita che uno ascoltando un docente spiegare abbia l'impressione che le idee del suddetto siano un po' confuse. O, quanto meno, che se anche le idee sono chiare è la sua capacità di comunicazione a renderle confuse. Successivamente capita di riflettere e di arrivare a considerare l'ipotesi che la colpa non sia sua, e che l'impressione complessiva sia viziata da fattori di diverso tipo: lezione la mattina presto, troppa poca caffeina in circolo nelle vene, notte passata a cazzeggiare invece che a dormire eccetera. Poi si mette mano al manuale scritto dal medesimo e ci si accorge che col cazzo che quella era solo un'impressione. Frasi sconnesse, ragionamenti che non concludono, persino l'impaginazione è confusa. No, dico: un giorno e mezzo per capire 50 pagine. E per di più 50 pagine di storia romana, mica 50 pagine della Fenomenologia dello spirito. Mai successo. Non è colpa mia. Non può essere solo colpa mia.

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giovedì, 13 marzo 2008, ore 16:40
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Ieri sera a Tg2 Punto di vista era ospite Silvio Berlusconi. Il programma vedeva tre rappresentanti della gggente comune (un pensionato, una studentessa e un lavoratore, veri o presunti che fossero) impegnati a mettere in difficoltà (?) il Divino con domande che sicuramente qualcuno aveva precedentemente scritto per loro.
Orbene, alla domanda della studentessa su come può una giovane coppia pensare di metter su famiglia affrontando il problema della precarietà del lavoro, il Nostro ha risposto testualmente: "Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun altro che non abbia di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo".
Ora, io capisco la battuta, capisco il tentativo di fare il piacione, capisco che lui faccia il cialtrone perché agli Italiani la cialtronaggine piace, ma sono sempre più dell'idea che qualsiasi persona di media intelligenza abbia il dovere morale di non votare per un individuo del genere.

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mercoledì, 12 marzo 2008, ore 22:44
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Il ritorno dell'hombre vertical.

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